Archiviato in: storia dell'arte
A proposito dell’ultima lezione..
- L’arte della memoria nella cultura occidentale
- La carta del restauro (articolo di Vilma Torselli)
nel web trovate ancora sull’argomento..
http://www.tscont.ts.it/pag5.htm
http://www.tscont.ts.it/pag4.htm
http://www.citiesonwater.com/sito/eu-restauro/contenuti/new.htm
che ne pensate?
ciao a tutti!
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1.Allontanare l’oblio è uno sforzo vano
La sofferta invocazione che attraversa tutta la prima strofa di questo testo, espressa mediante due imperativi negativi posti all’inizio del primo e del terzo verso, vuole proprio allontanare il rischio dell’oblio, qui rappresentato col simbolo della forbice del giardiniere che taglia rami di un albero. Ma la speranza del poeta si mostra vana, sopraffatta com’è dal prevalere della nebbia di sempre che rende invisibili i lineamenti quel volto, solo elemento presente nella memoria del poeta capace di conservare l’atteggiamento positivo dell’ascolto.Lo svanire della memoria, intesa non tanto come ricordo volontario ma come fascio di emozioni che permangono anche col passare del tempo, cancella importanti frammenti dell’esistenza e significa un impoverimento della propria vita, un perdere un po’ di se stessi.
CONCETTO
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TESTO“Non recidere…” “Non far…”
(immagine della forbice che taglia)
“…non far del grande suo viso in ascolto la mia nebbia di sempre” |
2.Il taglio secco: una svolta senza ritorno
Così il primo verso della seconda strofa introduce una svolta senza ritorno: un taglio secco riduce a cosa morta e inutile ciò che prima continuava ad essere vivo nell’animo e un senso di freddo si diffonde su tutto; anche i simboli della natura, come il guscio di cicala, trasmettono l’immagine di una vita ormai definitivamente conclusa,che si perde nel mese che più di ogni altro simboleggia la fine delle speranze.
TESTO
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SIMBOLOvita ormai conclusa
fine della speranza |
3.Il correlativo oggettivo
In questa poesia il correlativo oggettivo, che attraverso la descrizione di un oggetto o di un situazione favorisce la conoscenza intuitiva, è presente in maniera veramente efficace.In Montale il simbolismo assume spesso il carattere del correlativo oggettivo, cioè di immagini capaci di rendere al lettore con la descrizione di un oggetto o di una situazione, come qui la potatura autunnale di un albero, l’intuizione del poeta, la conoscenza profonda non comunicabile razionalmente che egli raggiunge attraverso la poesia.
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Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non fare del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.
Un freddo cala…Duro il colpo svetta.
E l’acacia ferita da sé scrolla.
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.