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	<title>Il tempo, la memoria &#187; lettere</title>
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		<title>Il tempo, la memoria &#187; lettere</title>
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		<title>Giorno della memoria</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di memoria è inevitabile che riaffori alla mente il giorno che è stato consacrato al ricordo della Shoah. Vi invito pertanto a visitare questo sito e riflettere&#8230;.
http://www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Quando si parla di memoria è inevitabile che riaffori alla mente il giorno che è stato consacrato al ricordo della Shoah. Vi invito pertanto a visitare questo sito e riflettere&#8230;.</p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><a href="http://www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm"><font face="Times New Roman">http://www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm</font></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/blackblog1.wordpress.com/48/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/blackblog1.wordpress.com/48/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blackblog1.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blackblog1.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blackblog1.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blackblog1.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blackblog1.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blackblog1.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blackblog1.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blackblog1.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blackblog1.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blackblog1.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=48&subd=blackblog1&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Proust. Alla ricerca del tempo perduto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[     … toccherà mai la superficie della mia piena coscienza quel ricordo, l’attimo antico che l’attrazione d’un attimo identico è venuta così di lontano a richiamare, a commuovere, a sollevare nel più profondo di me stesso? …
LA MEMORIA INVOLONTARIA E IL TEMPO RITROVATO:
Nella Ricerca del tempo perduto Proust spiega quelli che sono i meccanismi secondo i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=47&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:Symbol;"><span style="font:12pt 'Times New Roman';">     <font face="Times New Roman">… <em>toccherà mai la superficie della mia piena coscienza quel ricordo, l’attimo antico che l’attrazione d’un attimo identico è venuta così di lontano a richiamare, a commuovere, a sollevare nel più profondo di me stesso? …</em></font></span></span></p>
<p><span style="font-family:Symbol;"><span style="font:12pt 'Times New Roman';"></span></span><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font:12pt 'Times New Roman';"><font face="Times New Roman">LA MEMORIA INVOLONTARIA E IL TEMPO RITROVATO:</font></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font:12pt 'Times New Roman';"></span></span></span><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font:12pt 'Times New Roman';"><font face="Times New Roman">Nella <em>Ricerca del tempo perduto</em> Proust spiega quelli che sono i meccanismi secondo i quali si avvia il recupero della memoria che è alla base della sua narrazione: in primo luogo il recupero del passato non avviene attraverso la &#8220;memoria volontaria&#8221;, che è intesa come la normale capacità di registrare e ordinare i ricordi del passato, ma attraverso la &#8220;memoria involontaria&#8221;, quella che è capace di restituire in modo irrazionale episodi del passato che si credevano perduti per sempre. Quindi a risvegliare e mettere in azione questa memoria, basta lo stimolo di una sensazione visiva, o olfattiva, come un profumo o un sapore, perché dentro di noi riaffiori un ricordo che è legato a quella percezione. Ciò che ha il potere di far ritrovare i giorni trascorsi, che la memoria volontaria non riesce a rievocare, sono quei momenti in cui ad una situazione attuale viene a sovrapporsi una situazione passata simile che restituisce all&#8217;autore un frammento di vita trascorsa (</font><span style="font-family:Symbol;">®</span><font face="Times New Roman"> </font><a href="http://www.provincia.ps.it/ls.Laurana/tempo/america.htm"><font color="#473624" face="Times New Roman">Leone: C&#8217;era una volta in America</font></a><font face="Times New Roman">) e fa rivivere <strong><em>&#8220;altrettanto fedelmente ciò che noi eravamo allora; questo frammento di tempo non può essere rivissuto se non dalla nostra sensibilità, dalla nostra persona di allora&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">Un esempio di questa associazione di due situazioni, l&#8217;una presente e l&#8217;una passata, che permette di ritrovare il tempo perduto, è l&#8217;episodio della <em>madeleine</em>: è infatti il sapore del biscotto inzuppato nel tè a far ritrovare al protagonista tutto il mondo della sua infanzia a Combray.</font></span></span></span><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font:12pt 'Times New Roman';"> </span></span></span><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font:12pt 'Times New Roman';"><font face="Times New Roman">Altre <strong><em>&#8220;miracolose analogie&#8221;</em></strong> sono vissute da Proust nel palazzo dei Guermantes, quando per esempio inciampa nel selciato dissestato e, in un istante di gioia vede ritornare alla memoria un soggiorno a Venezia; qualche minuto dopo quel senso di felicità diventa ancora più grande nel sentire il rumore di un cucchiaio che batte contro un piatto, o quando egli si asciuga la bocca con un tovagliolo inamidato che <strong><em>&#8220;aveva precisamente la stessa inamidata rigidezza dell&#8217;asciugamano con il quale aveva tanto stentato ad asciugarsi davanti alla finestra, il giorno del mio arrivo a Belbec&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">La felicità da cui il narratore è trasportato è una sensazione forte che lo coinvolge totalmente, come Proust stesso esplicita: <strong><em>&#8220;un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato senza nozione di causa&#8221;, &#8220;un azzurro profondo mi inebriava la vista, impressioni di freschezza, d&#8217;abbagliante luce volteggiavano intorno a me , e ansioso di afferrarle, senza osar di muovermi </em></strong><strong><em><span style="font-family:'Monotype Sorts';"></span> &#8230;</em></strong><strong><em><span style="font-family:'Monotype Sorts';"></span> tutto assorto a lasciar giungere fino a me ciò che mi evocava, rimasi a dondolarmi come avevo fatto poco prima&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">Questa &#8220;magica&#8221; sensazione <strong><em>&#8220;comune tanto al passato quanto al presente, e molto più essenziale di entrambi </em></strong><strong><em><span style="font-family:'Monotype Sorts';"></span> &#8230;</em></strong><strong><em><span style="font-family:'Monotype Sorts';"></span> aveva permesso al suo essere di carpire, isolare, fermare &#8211; per la durata di un lampo- ciò che di solito egli non cattura mai: un frammento di tempo allo stato puro&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">La meravigliosa sensazione di felicità che accompagna l&#8217;autore nelle sue indescrivibili esperienze, infatti, è dovute capacità di queste di trasportare il soggetto in una realtà extratemporale, <strong><em>che &#8220;gli aveva- dunque permesso di sfuggire al presente&#8221; e &#8220;di gioire nell&#8217;essenza delle cose, cioè fuori del tempo&#8221;</em></strong>. Queste impressioni <strong><em>&#8220;pervenivano combaciare il passato con il presente, a renderlo titubante nel definire in quale dei due si trovasse&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">E&#8217; in questa mistica condizione che l&#8217;uomo si sente finalmente libero e svincolato dal presente, e solo ora, dopo essersi liberato dalle &#8220;catene&#8221; del tempo, Proust è in grado di intraprendere la sua opera ritrovando fino in fondo il suo &#8220;Tempo Perduto&#8221; e cogliendo in pieno il significato del suo passato.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">L&#8217;uomo, attraverso questo <strong><em>&#8220;sotterfugio&#8221;</em></strong>, è persino liberato dalla sua più grande paura: la morte. <strong><em>&#8220;Situato fuori del tempo che mai dovrebbe temere nell&#8217;avvenire?&#8221;.</em></strong></font><font face="Times New Roman">Risulta quindi evidente che Proust abbia una concezione innovativa del tempo in cui <strong><em>&#8221; un&#8217;ora non è soltanto un&#8217;ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di propositi e di climi&#8221;</em></strong> che possono in ogni momento riaffiorare tramite delle reminiscenze involontarie. Queste sono l&#8217;unico mezzo che permette di chiarire le oscure e complicate sensazioni, ed è pertanto inutile sforzarsi di rievocare il passato, perché in questo senso l&#8217;intelligenza non può nulla: <strong><em>&#8220;il passato è nascosto al di fuori del suo dominio e della sua portata, in qualche oggetto materiale che noi non sospettiamo. Dipende dal caso che noi incontriamo questo oggetto prima di morire oppure non lo incontriamo&#8221;.</em></strong> Spesso l&#8217;azione distruttrice del tempo seppellisce dei frammenti di vita passata, <strong><em>&#8220;ma a volte, proprio nel momento in cui tutto ci sembra perduto, giunge il messaggio che ci può salvare: abbiamo bussato a porte che davano sul nulla; e nella sola per cui si può entrare, e che avremmo cercata invano cent&#8217;anni, urtiamo inavvertitamente ed essa s&#8217;apre&#8221;. </em></strong>Solo in questo modo è possibile <strong><em>&#8220;ritrovare i giorni remoti, il tempo perduto di fronte al quale gli sforzi della memoria e dell&#8217;intelligenza erano sempre falliti&#8221;.</em></strong></font></p>
<p style="text-indent:-18pt;line-height:150%;margin:0 0 0 63pt;" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p></span></span></span></p>
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		<title>Riflettiamo con Sant&#8217;Agostino</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma cos&#8217;è il tempo? Ci chiediamo con S. Agostino:
&#8220;Se nessuno me lo chiede lo so, ma se voglio spiegarlo allora non lo so più&#8221; (Confessioni, XI).
E&#8217; indefinibile, in quanto totalità inglobante. L&#8217;essere umano è temporale ed il tempo è condizione e presupposto di qualsiasi logica, di qualsiasi ragionamento.
Ma è in noi una continuità che impedisce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=46&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Ma cos&#8217;è il tempo? Ci chiediamo con S. Agostino:<br />
&#8220;Se nessuno me lo chiede lo so, ma se voglio spiegarlo allora non lo so più&#8221; (Confessioni, XI).<br />
E&#8217; indefinibile, in quanto totalità inglobante. L&#8217;essere umano è temporale ed il tempo è condizione e presupposto di qualsiasi logica, di qualsiasi ragionamento.<br />
Ma <strong>è in noi una continuità che impedisce la dispersione nel flusso temporale</strong>, che sembra tendere al non essere, altrimenti la nostra esistenza sarebbe intermittente, come l&#8217;apparire di lucciole.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Secondo Agostino il tempo è <strong>distensio animae</strong> (<strong>memoria</strong>, <strong>intuizione</strong>, <strong>attesa</strong>): nella coscienza il passato esiste come memoria, il presente è percepito nell&#8217;intuizione dell&#8217;istante, il futuro esiste già nell&#8217;attesa. E&#8217; l&#8217;essere umano che fonda e dà realtà al tempo.</font></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/blackblog1.wordpress.com/46/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/blackblog1.wordpress.com/46/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blackblog1.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blackblog1.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blackblog1.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blackblog1.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blackblog1.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blackblog1.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blackblog1.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blackblog1.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blackblog1.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blackblog1.wordpress.com/46/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=46&subd=blackblog1&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Spazio riflessivo</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/22/spazio-riflessivo/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi, commentate e interpretate questa metafora manzoniana:
&#8220;La storia combatte contro il tempo&#8221;
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=44&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ragazzi, commentate e interpretate questa metafora manzoniana:</p>
<p><em>&#8220;La storia combatte contro il tempo&#8221;</em></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/blackblog1.wordpress.com/44/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/blackblog1.wordpress.com/44/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blackblog1.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blackblog1.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blackblog1.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blackblog1.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blackblog1.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blackblog1.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blackblog1.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blackblog1.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blackblog1.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blackblog1.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=44&subd=blackblog1&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Quant&#8217;è bella giovinezza</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/22/quante-bella-giovinezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Quant&#8217;è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c&#8217;è certezza. 
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=43&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Quant&#8217;è bella giovinezza,</p>
<p>che si fugge tuttavia!</p>
<p>Chi vuol esser lieto sia:</p>
<p>di doman non c&#8217;è certezza. </p>
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		<title>Carpe diem</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/22/carpe-diem/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 09:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pensiero del proprio futuro, del destino che ci attende è uno degli atteggiamenti mentali che più turbano l’animo umano soprattutto perché nulla e nessuno può dare una risposta certa alle nostre ansie. Senza proiettarlo verso un futuro in conoscibile, l’animo va educato ad affrontare serenamente ciò che verrà, senza speranze eccessive e senza timori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=42&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il pensiero del proprio futuro, del destino che ci attende è uno degli atteggiamenti mentali che più turbano l’animo umano soprattutto perché nulla e nessuno può dare una risposta certa alle nostre ansie. Senza proiettarlo verso un futuro in conoscibile, l’animo va educato ad affrontare serenamente ciò che verrà, senza speranze eccessive e senza timori irrazionali. Questa è la saggezza che ci invita ad avere Orazio: bisogna ‘ cogliere l’attimo’ e vivere la felicità vera del perfetto equilibrio e dimenticare quella illusoria affidata alla speranza del futuro. Godersi il presente e credere poco a quello che verrà: è questo l’unico atteggiamento da tenere per superare le ansie della vita e affrontare saggiamente il trascorrere del tempo.</p>
<p><em>Non chiedere o Leuconoe (è illegittimo saperlo), </em></p>
<p><em>qual fine abbiano a te e a me assegnato gli dei, </em></p>
<p><em>e non scrutare gli oroscopi dei babilonesi. </em></p>
<p><em>Quant’è meglio accettare quel che sarà! </em></p>
<p><em>Ti abbia assegnato Giove molti inverni, </em></p>
<p><em>oppure ultimo quello che ora affatica il mare Tirreno</em><em>contro gli scogli, </em></p>
<p><em>sii saggia, filtra vini, </em><em>tronca lunghe speranze per la vita breve. </em></p>
<p><em>Parliamo e intanto fugge l’astioso tempo. </em></p>
<p><em>Afferra l’oggi, credi al domani quanto meno puoi. </em></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Commento della poesia Non recidere forbice quel volto</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/21/commento-della-poesia-non-recidere-forbice-quel-volto/</link>
		<comments>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/21/commento-della-poesia-non-recidere-forbice-quel-volto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 16:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[1.Allontanare l’oblio è uno sforzo vano
La sofferta invocazione che attraversa tutta la prima strofa di questo testo, espressa mediante due imperativi negativi posti all’inizio del primo e del terzo verso, vuole proprio allontanare il rischio dell’oblio, qui rappresentato col simbolo della forbice del giardiniere che taglia rami di un albero. Ma la speranza del poeta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=40&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family:Georgia;">1.Allontanare l’oblio è uno sforzo vano</span></strong></p>
<p><span style="font-family:Georgia;">La sofferta invocazione che attraversa tutta la prima strofa di questo testo, espressa mediante due imperativi negativi posti all’inizio del primo e del terzo verso, vuole proprio allontanare il rischio dell’oblio, qui rappresentato col simbolo della forbice del giardiniere che taglia rami di un albero. Ma la speranza del poeta si mostra vana, sopraffatta com’è dal prevalere della nebbia di sempre che rende invisibili i lineamenti quel volto, solo elemento presente nella memoria del poeta capace di conservare l’atteggiamento positivo dell’ascolto.</span><span style="font-family:Georgia;">Lo svanire della memoria, intesa non tanto come ricordo volontario ma come fascio di emozioni che permangono anche col passare del tempo, cancella importanti frammenti dell’esistenza e significa un impoverimento della propria vita, un perdere un po’ di se stessi.</span><span style="font-family:Georgia;"> </span></p>
<table border="1" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="border-collapse:collapse;border:medium none;" class="MsoTableGrid">
<tr style="height:15.35pt;">
<td width="268" vAlign="top" style="background:yellow;width:201.05pt;height:15.35pt;border:windowtext 1pt solid;padding:0 5.4pt;"><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">CONCETTO</font></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">Allontanare il rischio dell&#8217;oblio</font></span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">rischio dell&#8217;oblio</font></span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">speranza vana</font></span></strong></li>
</ul>
</td>
<td width="268" vAlign="top" style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;background:yellow;border-left:#ece9d8;width:201.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:15.35pt;padding:0 5.4pt;"><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">TESTO</font></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">&#8220;Non recidere&#8230;&#8221; &#8220;Non far&#8230;&#8221;</font></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">(immagine della forbice che taglia)</font></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">&#8220;&#8230;non far del grande suo viso in ascolto la mia nebbia di sempre&#8221;</font></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></td>
</tr>
</table>
<p><span style="font-family:Georgia;"><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family:Georgia;">2.Il taglio secco: una svolta senza ritorno</span></strong></p>
<p><span style="font-family:Georgia;">Così il primo verso della seconda strofa introduce una svolta senza ritorno: un taglio secco riduce a cosa morta e inutile ciò che prima continuava ad essere vivo nell’animo e un senso di freddo si diffonde su tutto; anche i simboli della natura, come il guscio di cicala, trasmettono l’immagine di una vita ormai definitivamente conclusa,che si perde nel mese che più di ogni altro simboleggia la fine delle speranze.</span><span style="font-family:Georgia;"> </span></p>
<table border="1" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="border-collapse:collapse;border:medium none;" class="MsoTableGrid">
<tr style="height:14.65pt;">
<td width="274" vAlign="top" style="background:yellow;width:205.45pt;height:14.65pt;border:windowtext 1pt solid;padding:0 5.4pt;"><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">TESTO</font></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">il guscio di cicala</font></span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">la prima belletta di Novembre</font></span></strong></li>
</ul>
</td>
<td width="274" vAlign="top" style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;background:yellow;border-left:#ece9d8;width:205.45pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:14.65pt;padding:0 5.4pt;"><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">SIMBOLO</font></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">vita ormai conclusa</font></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"><font size="3">fine della speranza</font></span></strong></td>
</tr>
</table>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Georgia;">3.Il correlativo oggettivo</span></strong></p>
<p><span style="font-family:Georgia;"><span> </span>In questa poesia il correlativo oggettivo, che attraverso la descrizione di un oggetto o di un situazione favorisce la conoscenza intuitiva, è presente in maniera veramente efficace.</span><span style="font-family:Georgia;">In Montale il simbolismo assume spesso il carattere del correlativo oggettivo, cioè di immagini capaci di rendere al lettore con la descrizione di un oggetto o di una situazione, come qui la potatura autunnale di un albero, l’intuizione del poeta, la conoscenza profonda<span>  </span>non comunicabile razionalmente che egli raggiunge attraverso la poesia. </span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>E. Montale: Non recidere forbice quel volto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 15:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non fare del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.
Un freddo cala…Duro il colpo svetta.
E l’acacia ferita da sé scrolla.
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=39&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:Georgia;"><em>Non recidere, forbice, quel volto,<br />
solo nella memoria che si sfolla,<br />
non fare del grande suo viso in ascolto<br />
la mia nebbia di sempre.<br />
Un freddo cala…Duro il colpo svetta.<br />
E l’acacia ferita da sé scrolla.<br />
il guscio di cicala<br />
nella prima belletta di Novembre.</em></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/blackblog1.wordpress.com/39/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/blackblog1.wordpress.com/39/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blackblog1.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blackblog1.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blackblog1.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blackblog1.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blackblog1.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blackblog1.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blackblog1.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blackblog1.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blackblog1.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blackblog1.wordpress.com/39/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=39&subd=blackblog1&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>E. Montale: La Casa dei doganieri</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/20/e-montale-la-casa-dei-doganieri/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 15:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/20/e-montale-la-casa-dei-doganieri/</guid>
		<description><![CDATA[Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=38&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;"><em>Tu non ricordi la casa dei doganieri<br />
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:<br />
desolata t’attende dalla sera<br />
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri<br />
e vi sostò irrequieto.<br />
Libeccio sferza da anni le vecchie mura<br />
e il suono del tuo riso non è più lieto:<br />
la bussola va impazzita all’avventura<br />
e il calcolo dei dadi più non torna.<br />
Tu non ricordi; altro tempo frastorna<br />
la tua memoria; un filo s’addipana.<br />
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana<br />
la casa e in cima al tetto la banderuola<br />
affumicata gira senza pietà.<br />
Ne tengo un capo; ma tu resti sola<br />
né qui respiri nell’oscurità.<br />
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende<br />
rara la luce della petroliera!<br />
Il varco è qui? (Ripullula il frangente<br />
ancora sulla balza che scoscende&#8230;)<br />
Tu non ricordi la casa di questa<br />
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.</em> </span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal">Ragazzi, dopo aver introdotto a lezione &#8221; Il tempo come rievocazione nostalgica del passato&#8221; e dopo aver letto e commentato in classe <em>L&#8217; Idillio maremmano</em> di Giosuè Carducci chiedo a voi come compito a casa quindi on-line di parafrasare il testo poetico e cercare punti in comune, dove ce ne fossero, tra le due poesie.</p>
<p>A voi la parola, buon lavoro!!! </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/blackblog1.wordpress.com/38/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/blackblog1.wordpress.com/38/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blackblog1.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blackblog1.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blackblog1.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blackblog1.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blackblog1.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blackblog1.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blackblog1.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blackblog1.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blackblog1.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blackblog1.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=38&subd=blackblog1&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Italiano</title>
		<link>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/20/italiano/</link>
		<comments>http://blackblog1.wordpress.com/2007/11/20/italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 11:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Varotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi didattici]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Percorso tematico:

La tematica proposta sarà articolata in tre sezioni spesso sovrapponibili tra loro e che lungi dall’essere considerate come rigidi schemi entro i quali inquadrare il tutto sono da prendersi come meri spunti esemplificativi della complessità della tematica proposta e, pertanto, intendono fornire agli studenti informazioni per meglio orientarsi all’interno di spazi agili nei quali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blackblog1.wordpress.com&blog=1994510&post=35&subd=blackblog1&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"><strong><em>Percorso tematico:</em></strong></p>
<p align="center"><strong><img border="0" width="200" src="http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/394/9788807813948g.jpg" alt="benni" height="311" /></strong></p>
<p>La tematica proposta sarà articolata in tre sezioni spesso sovrapponibili tra loro e che lungi dall’essere considerate come rigidi schemi entro i quali inquadrare il tutto sono da prendersi come meri spunti esemplificativi della complessità della tematica proposta e, pertanto, intendono fornire agli studenti informazioni per meglio orientarsi all’interno di spazi agili nei quali potersi muovere relativamente alla problematica in questione così come rappresentata da diversi autori lontani tra loro.</p>
<p><strong>OBIETTIVI COGNITIVI E FORMATIVI:</strong></p>
<ul>
<li>analizzare il concetto di tempo e i diversi valori ad esso attribuito nel corso dei secoli: il tempo della storia (ts), il tempo della narrazione (tn), il tempo come sistema verbale, il tempo come metafora della vita</li>
<li>capacità di leggere ed comprendere testi in poesia e in prosa individuandone i principali nuclei tematici</li>
<li>riconoscere all’interno del testo poetico l’aspetto metrico-strutturale, le forme della poesia lirica, l’aspetto retorico-stilistico, temi, simboli e il tipo di messaggi in esso contenuto</li>
<li>confrontare i testi letterari di diversi autori che trattano la stessa tematica sapendo coglierne analogie e differenze</li>
<li>capacità di cogliere il messaggio principale di un testo sapendo riformularlo in modo coerente, chiaro e corretto</li>
<li>sviluppare la propria capacità critica</li>
<li>capacità di individuare e analizzare in diversi linguaggi quali l’arte, il cinema, la musica la presenza di argomenti e temi evidenziati nei testi letterari proposti.</li>
</ul>
<p><strong>Prima lezione</strong><br />
Il tempo nella lirica classico-moderna<br />
Il tempo inteso come “attimo fuggente”:<br />
Verranno letti, spiegati e commentati i seguenti componimenti poetici:<br />
• Catullo, carme 5 “ Godiamoci la vita”<br />
• Orazio, Carm. 1, 11 “Cogli l’attimo”<br />
• Petrarca, Canzoniere, “Si è debile il filo a cui s’attende”<br />
• Lorenzo il Magnifico, dai Canti carnascialeschi, “Il trionfo di Bacco e Arianna”<br />
• Tasso, l’Aminta, coro, atto I vv. 1-68, L’età dell’oro<br />
• Leopardi, A Silvia</p>
<p><strong>Seconda lezione</strong><br />
Il tempo come rievocazione nostalgica del passato tra Otto e Novecento<br />
Si proporranno i seguenti componimenti poetici:</p>
<p>• Carducci da Rime nuove, Idillio maremmano<br />
• Pascoli da I Canti di Castelvecchio,Casa mia<br />
• Montale da “Le occasioni”, La casa dei doganieri<br />
• Quasimodo da “Acque e terre”,  Ed è subito sera<br />
• Penna, in Poesia, Il mio amore</p>
<p><strong>Terza lezione<br />
</strong>Il tempo come risveglio di coscienza<br />
Si leggeranno e analizzeranno  seguenti passi antologici<br />
• Manzoni, Promessi Sposi, cap. XXI La notte insonne dell’Innominato<br />
(…il tempo mi si affacciò davanti voto d’ogni intento…)<br />
• Verga, Mastro Don Gesualdo, cap. V  (…passava il tempo a contare le tegole dirimpetto, a calcolare con l’amore e la sollecitudine del suo antico mestiere quel che erano costare le finestre, i pilastri…)<br />
• Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Giardini in una tazza di tè (… toccherà mai la superficie della mia piena coscienza quel ricordo, l’attimo antico che l’attrazione d’un attimo identico è venuta così di lontano a richiamare, a commuovere, a sollevare nel più profondo di me stesso? …)<br />
• Cechov, Il giardino dei ciliegi, atto II ( LOPACHIN:…bisogna decidere una buona volta il tempo stringe…)<br />
• Benni, in L’ultima lacrima, L’uomo puntuale (…E il nostro tempo quaggiù ha tempi così piccoli e miserabili che nessuno li rispetta, solo macchine, forse,e, i palinsesti televisivi)<br />
Gli alunni inoltre saranno invitati a pubblicare sul blog ogni tipo di brano o altro genere di materiale che riguardi questa tematica anche sulla base delle loro conoscenze pregresse.</p>
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